
In riferimento alla risposta scritta sollecitata al Sindaco, all'Assessore ed al Dirigente del Settore Lavori Pubblici riguardo all'affidamento dei lavori di rifacimento del manto stradale delle strade periferiche al centro storico, detta risposta è giunta nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale, a firma dello stesso Dirigente ai LL.PP.
Avevamo chiesto lumi riguardo all'iter seguito e che ha portato all'affidamento dei lavori, giacchè nella delibera corrispondente non si faceva alcun riferimento ad articoli di legge che giustificassero la legittimità della procedura seguita.
Per dare corso a questi lavori l'Amministrazione ha contratto un mutuo di 260.000 euro con la Cassa Depositi e Prestiti, superando quindi di gran lunga l'importo di 100.000 euro che la legge sugli appalti pubblici prevede come limite massimo di spesa prima di procedere all'affidamento ad invito rivolto ad almeno cinque soggetti.
La risposta del Dirigente è stata ancora più evasiva della delibera contestata. L'ingegnere dimostra evidentemente di avere scarsa considerazione della nostra intelligenza e del ruolo che ricopriamo, che, glielo ricordiamo, deve essere di controllo di tutti gli atti amministrativi, soprattutto di quelli che impegnano denari dei cittadini.
Il dirigente ha ripetuto nella risposta fornitaci gli stessi concetti contenuti nella delibera di affidamento: la Società aggiudicataria avrebbe "presentato un programma di lavori" e l'amministrazione comunale avrebbe "tenuto un incontro" con la stessa. In seguito a questo scambio di "programmi ed incontri", non si sa se avvenuti al bar sotto casa o altrove o seguendo quale procedura, si sarebbe "raggiunto un accordo". Una sorta di generica stretta di mano, insomma.
In tutta questa vicenda l'unica cosa che c'è di ufficiale e di trasparente è l'importo del mutuo contratto: 260.000 euro di soldi pubblici. Ma ancora non ci è dato di sapere a che titolo sono stati appaltati i lavori, secondo quale procedura si è giunti all'affidamento degli stessi nè per fare cosa e dove.
E' chiaro che stando così le cose ci vediamo costretti a ripetere l'interrogazione e, in assenza di adeguate risposte, ad interessare eventualmente della questione gli organi preposti al controllo di legittimità degli atti amministrativi.
Giuseppe Spenga
Oronzo Capoti


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