
Fare turismo significa valorizzare tutte le risorse che il territorio offre, da quelle naturalistiche a quelle culturali ed umane.
Oltre le ideologie per la difesa del nostro territorio


"Il patetico tentativo del sindaco di sminuire i risultati ottenuti da Mino Natalizio quando era al suo fianco come Assessore, la dice lunga sulla superficialità con cui Antonio Vaglio affronta la vita amminsitrativa.
Infatti forse al primo cittadino sfugge che alla base dell'assegnazione delle 5 Vele da parte di Legambiente ci sono delle motivazioni ben precise e Nardo', almeno fino ad ora, ha avuto una politica in linea con regole precise.
In attesa che il sindaco ci illustri le motivazioni alla base del conferimento anche per quest'anno del prezioso vessillo, per poi magari commentarle, tutti conoscono quelle che negli scorsi anni hanno consentito a Nardo' di fregiarsi del riconoscimento, e a chi sono riconducibili.
Tra le tante ricordiamo quelle principali, che hanno entusiasmato Legambiente, e cioe' l'istituzione del Parco Naturale di Portoselvaggio - Palude del Capitano dopo 25 anni di attesa, con la relativa estensione sino alla Palude del Capitano, e l'ampliamento dell'Area Marina Protetta.
Caro sindaco, le 5 Vele non si prendono solo per la bellezza dei luoghi".
Giuseppe Spenga
Noi x Nardo'

Al Presidente della Regione Puglia
All'Assessore all'Urbanistica
della Regione Puglia
All''Assessore al Turismo
della Regione Puglia
Al Presidente della Provincia di Lecce
Al Sindaco di Nardò
Al Presidente del GAL Terra d'Arneo
Alla Commissaria APT – Lecce
Oggetto: albergo diffuso.
Come noto, la normativa sull'albergo diffuso è di competenza regionale e, a quanto è dato sapere, non risulta che ad oggi la Regione Puglia abbia emanato un'apposita disciplina che riconosca l'albergo diffuso come struttura ricettiva.
Meritoriamente, il GAL Terra d' Arneo, di cui fa parte anche il Comune di Nardò, a settembre pubblicherà probabilmente dei bandi per finanziare l'albergo diffuso, mutuando l'esperienza virtuosa del Comune di Specchia.
Sarebbe quindi opportuno, per evitare che i bandi da pubblicare siano poi in contrasto con l’eventuale normativa regionale ecome peraltro evidenziato dalla Commissaria dell' APT di Lecce Stefania Mandurino in una recente assemblea del GAL Terra d' Arneo, intervenire sulla vicenda in modo da fare chiarezza.
Per evitare, infatti, che siano finanziate iniziative che potrebbero poi non rispettare i requisiti minimi ai fini della classificazione prevista con una eventuale legge regionale, facciamo appello alla Regione Puglia, che finora ha dimostrato, soprattutto in settori fondamentali per lo sviluppo economico come Urbanistica e Turismo di aver ben operato, di licenziare in tempi stretti e comunque prima del bando del GAL Terra d' Arneo un apposito provvedimento legislativo.
Sicuri che anche questa volta la Regione Puglia non farà mancare il suo fondamentale contributo alla risoluzione della questione sollevata, si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.
Nardò lì 24 Maggio 2010
Mino Natalizio
Giuseppe Spenga
Consigliere Comunale indipendente Comune di Nardò

Al Sig. Sindaco
All’Assessore ai LL.PP.
Al Dirigente del settore LL.PP.
Comune di Nardò
Il sottoscritto Consigliere Comunale Giuseppe Spenga,
letta la nota inviata alcuni mesi fa al protocollo generale del Comune e rivolta alle SS.VV. in indirizzo con la quale i 454 firmatari richiedevano un incontro presso gli uffici LL.PP. del Comune di Nardò per discutere della richiesta di realizzazione e successivo allacciamento alla rete idrico-fognaria per le Vie Millo, Ionio ed altre in località Santa Maria al Bagno-Quattro Colonne (Contrada Fiume);
considerato che ad oggi ancora i cittadini firmatari sono in attesa di una risposta a tale richiesta;
considerata altresì l’urgenza della richiesta stessa ed il gran numero di famiglie residenti in detta zona, soprattutto durante il periodo estivo
chiede
di conoscere se, ed eventualmente quando, l’Amministrazione e l’Assessore ai LL.PP. vorranno concedere udienza ad una rappresentanza dei firmatari, concordando con gli stessi eventuali azioni future.
GIUSEPPE SPENGA
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sig. Sindaco
All'Assessore ai LL.PP.
Comune di Nardò
Il sottoscritto Consigliere Comunale Giuseppe Spenga,
premesso che nei giorni scorsi sono terminati i lavori dell’Acquedotto Pugliese per la posa sotterranea della condotta idrica a servizio dell’abitato di Lido Dell’Ancora;
considerato che il ripristino del manto stradale a poco tempo dall’esecuzione di suddetti lavori presenta già sconnessioni in più punti rispetto al piano stradale preesistente ed è già in parte usurato;
in considerazione delle precedenti esperienze già vissute su tutto il territorio comunale per lavori simili, che hanno comportato in poco tempo il cedimento in più parti dello scavo, con relativa apertura di buche ed autentiche voragini, più e più volte colmate con nuovi e ripetuti interventi di ripristino del manto stradale ed in considerazione del fatto che tra qualche settimana, con l’inizio della stagione estiva la strada in questione sarà sottoposta ad un forte flusso turistico di autovetture in direzione del vicino lido
interroga le SS.LL.
per sapere se sono stati eseguiti i relativi controlli dal direttore dei lavori e/o da un responsabile incaricato dal Settore LL.PP. e se esiste relazione scritta dell’eventuale sopralluogo effettuato.
Giuseppe Spenga - Consigliere Comunale


Al Sig. Sindaco
All’Assessore ai Lavori Pubblici
All’Assessore al Bilancio
Al Segretario Generale
Oggetto: Interrogazione urgente
I sottoscritti Consiglieri Comunali Giuseppe Spenga ed Oronzo Capoti,
letta la risposta alla precedente analoga richiesta di informazioni già inoltrata alle SS.LL. e rimasti insoddisfatti dalla stessa, la riformulano chiedendo di specificare in base a quali precisi e puntuali riferimenti normativi si è giunti al conferimento dell’incarico di rifacimento del manto stradale contenuto nella Delibera di G.M. n° 299 del 26/09/2009.
Nel corpo della delibera di che trattasi, infatti, così come pure nella risposta fornita dal Dirigente del Settore LL.PP., Ing. Piero Formoso, risulta riportato soltanto il riferimento ad una presa d’atto da parte della G.M. di un generico “accordo” con la Società Italcogim e la Società Del Fiume S.p.A. che per conto della stessa esegue i lavori di ripristino del manto stradale.
Risulta sempre dalla stessa delibera che a seguito di tale “accordo” tra le parti, l’Amministrazione Comunale ha avviato una procedura per un contratto di prestito con la Cassa depositi e Prestiti S.p.A. per un importo pari a 260.000 euro (Determina n° 499 del 01/04/2010 a firma del Dirigente del Settore Economico e Finanziario).
Chiediamo di specificare sulla base di quali leggi e norme e seguendo le indicazioni contenute in quali articoli delle stesse si è proceduto all’affidamento dell’incarico alla ditta di cui sopra, visto e considerato soprattutto l’entità di spesa per la quale l’Amministrazione si è impegnata contraendo il relativo mutuo.
Si richiede relativo parere ai Revisori dei Conti, inoltrando agli stessi copia della presente attraverso il protocollo del Comune.
Giuseppe Spenga
Oronzo Capoti
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sig. Sindaco
Comune di Nardò
OGGETTO: MOZIONE
I sottoscritti Consiglieri Comunali Giuseppe Spenga ed Oronzo Capoti,
alla luce delle missive inviate dall’Assessorato ai Servizi Sociali e che in questi giorni stanno raggiungendo le famiglie più bisognose della nostra città, attraverso le quali si informano le stesse che “a causa di indisponibilità economica la Vostra richiesta di intervento socio-assistenziale non può essere evasa”;
letto il comunicato reso pubblico sottoforma di manifesto fatto affiggere dalla locale associazione Federpensionati, attraverso il quale si fa riferimento alle ingenti spese sostenute da questa Amministrazione Comunale per il mantenimento di uno Staff del Sindaco, spese che appaiono eccessive e non prioritarie per soddisfare i bisogni delle fasce meno abbienti della popolazione;
chiedono
alla maggioranza politica che governa Nardò, ed al Consiglio Comunale tutto, una variazione di bilancio che consenta di rimpinguare il capitolo destinati ai sussidi per le classi sociali più deboli, in virtù anche del perdurare di un periodo di forte crisi economica ed occupazionale, qual è quello attuale, che sta trascinando diverse famiglie neretine verso la soglia della povertà o peggio ancora dell’indigenza più assoluta.
Chiediamo quindi che il Consiglio Comunale si pronunci in tal senso, incaricando formalmente il settore economico-finanziario di questo Comune di reperire le somme in bilancio per gli interventi che si renderanno indifferibili e di somma urgenza, sacrificando definitivamente il finanziamento dello Staff del Sindaco e di ogni altro incarico e/o consulenza professionale dei quali la nostra comunità possa privarsi, risparmiando così denari pubblici da destinare prioritariamente all’assistenza agli anziani costretti a vivere in condizioni di indigenza economica, alle famiglie più numerose ed ai disoccupati.
Giuseppe Spenga
Oronzo Capoti
Quando mancano argomenti validi, anche l'ordinario diventa straordinario:
- La manutenzione di un lastricato solare ("li chiamienti") al mercato coperto di Santa Maria al Bagno diviene "volano di sviluppo turistico per le marine";
- Il rattoppo delle buche e la bitumazione di poche strade della circonvallazione al centro storico (sulla cui procedura di affidamento nutriamo qualche dubbio) diventano "una grande opera di riqualificazione urbana";
- Il diserbo di erbacce ormai più alte e folte degli alberi diventeranno tra pochi giorni "un'opera unica per restituire decoro in vista della imminente stagione estiva";
- Non ci meraviglieremmo se la disinfestazione anti-zanzare (che sarebbe già dovuta iniziare a fine marzo con i primi trattamenti antilarvali, non effettuati e già si nota) passerà sulla stampa sottoforma di "uno straordinario intervento di salute pubblica";
- Da qui in avanti qualsiasi provvedimento di ordinaria amministrazione sarà straordinario alla luce del disastrato bilancio comunale, come se i conti pubblici non fossero essi stessi il prodotto di una scriteriata gestione finanziaria.
VAGLIO, DE VITIS, FRACELLA, DELL'ANNA, PETOLICCHIO:
QUANDO TORNERETE A CASA? QUESTA Sì SAREBBE UNA NOTIZIA STRAORDINARIA!


Dal momento che anche la comunità scientifica e quella ambientalista hanno apprezzato i risultati ottenuti, viste le tante peculiarità ambientali presenti nel tratto di mare oggetto dell’ampliamento, siamo convinti che sia necessario un confronto al fine di evidenziare tutti i lati positivi della vicenda che, altrimenti, rischiano di sfuggire a molti che poi definiscono “scelte miopi e localistiche” quelle che invece sono importanti decisioni per il nostro futuro ambientale ed economico.
Sono diverse le zone d’Italia, e per non andare lontani Otranto, che si stanno battendo per raggiungere il traguardo di un’area marina protetta e, questo, probabilmente perché riescono a vedere “oltre”. In termini di indotto, infatti, una zona protetta porta ricchezza sia in termini di ricerca scientifica, di educazione ambientale ma anche e soprattutto in termini di turismo eco-compatibile. Oltre a costituire un eccellente simbolo per la promozione del territorio a livello internazionale.
Siamo convinti, a questo punto, che sia necessario affiancare nella propria attività lo staff tecnico dell’Amp, che con poca collaborazione da parte della politica continua la sua campagna di informazione che ha come destinatari anche quanti oggi criticano l’allargamento. Questo, probabilmente, perché invece di guardare alle opportunità, dalla pesca-turismo allo snorkelling ma anche al ripopolamento ittico e alla disciplina seria della pesca professionista e sportiva, ci si ferma a riflettere sui vincoli.
Il futuro del nostro territorio sta nell’offrire un turismo di qualità e le bellezze certo non ci mancano sia dal punto di vista dei fondali marini che sul territorio. Non possiamo, però, pretendere di fregiarci del possesso di un’Amp o di un parco naturale e poi non accettare le azioni di tutela e salvaguardia che ne sono la logica conseguenza e che tanto possono darci in termini di immagine a livello mondiale.
Mino Natalizio
Consigliere nazionale di Legambiente

Avevamo chiesto lumi riguardo all'iter seguito e che ha portato all'affidamento dei lavori, giacchè nella delibera corrispondente non si faceva alcun riferimento ad articoli di legge che giustificassero la legittimità della procedura seguita.
Per dare corso a questi lavori l'Amministrazione ha contratto un mutuo di 260.000 euro con la Cassa Depositi e Prestiti, superando quindi di gran lunga l'importo di 100.000 euro che la legge sugli appalti pubblici prevede come limite massimo di spesa prima di procedere all'affidamento ad invito rivolto ad almeno cinque soggetti.
La risposta del Dirigente è stata ancora più evasiva della delibera contestata. L'ingegnere dimostra evidentemente di avere scarsa considerazione della nostra intelligenza e del ruolo che ricopriamo, che, glielo ricordiamo, deve essere di controllo di tutti gli atti amministrativi, soprattutto di quelli che impegnano denari dei cittadini.
Il dirigente ha ripetuto nella risposta fornitaci gli stessi concetti contenuti nella delibera di affidamento: la Società aggiudicataria avrebbe "presentato un programma di lavori" e l'amministrazione comunale avrebbe "tenuto un incontro" con la stessa. In seguito a questo scambio di "programmi ed incontri", non si sa se avvenuti al bar sotto casa o altrove o seguendo quale procedura, si sarebbe "raggiunto un accordo". Una sorta di generica stretta di mano, insomma.
In tutta questa vicenda l'unica cosa che c'è di ufficiale e di trasparente è l'importo del mutuo contratto: 260.000 euro di soldi pubblici. Ma ancora non ci è dato di sapere a che titolo sono stati appaltati i lavori, secondo quale procedura si è giunti all'affidamento degli stessi nè per fare cosa e dove.
E' chiaro che stando così le cose ci vediamo costretti a ripetere l'interrogazione e, in assenza di adeguate risposte, ad interessare eventualmente della questione gli organi preposti al controllo di legittimità degli atti amministrativi.
Giuseppe Spenga
Oronzo Capoti

La notizia dell' iniziativa della Direzione Provinciale INPS che nei prossimi giorni potrebbe procedere alla chiusura dello sportello Commercianti ed Artigiani presso gli Uffici INPS di Nardò, trasferendo lo stesso a Lecce, non è passata in sordina e nel corso dell'ultimo consiglio comunale: il consigliere Giuseppe Spenga ha sollevato la questione interrogando Sindaco ed Assessore alle Attività Produttive sulle iniziative che intendono intraprendere per scongiurare il provvedimento. A seguito dello stesso, infatti, lo sportello che fino ad oggi ha sede presso gli uffici INPS di Nardò e che serve un bacino di utenza che interessa commercianti ed artigiani, oltre che professionisti del settore, dei comuni di Nardò, Copertino, Galatone, Leverano, Nardò, Porto Cesareo e Seclì verrebbe trasferito a Lecce, con aggravio di tempi e costi non indifferenti per una categoria già vessata dal recente trasferimento degli uffici Equitalia a Gallipoli .
"In assenza del Sindaco, è stato l'Assessore a rispondere. La questione, a quanto è dato sapere, era già a conoscenza dello stesso Assessore, di un paio di consiglieri dipendenti INPS e dell'amministrazione tutta, ma, di fatto, è stata resa pubblica dal sottoscritto: forse in queste occasioni occorrerebbe maggiore trasparenza. Mi auguro che non sia tardi e che si giunga comunque ad una soluzione che non penalizzi ancora una volta il nostro territorio e gli utenti neretini. Non si riesce a comprendere infatti come mai ogniqualvolta questi Enti decidano di procedere ad un "riordino" dei loro uffici, questi provvedimenti non possano prevedere come sede e fulcro operativo la nostra città, che è la prima dopo il capoluogo in provincia, ma interessino sempre Lecce, Gallipoli o altri bacini d'utenza c.d. "minori". Chiediamo ai nostri amministratori, quindi, di difendere i nostri diritti e le nostre prerogative con maggiore incisività e di pretendere maggiore considerazione da chi di competenza.
Nei prossimi giorni l'Assessore ha comunque garantito la sua presenza presso la Direzione Provinciale dell'INPS ad un incontro al quale ho chiesto fossero invitati a partecipare anche i rappresentati della maggioranza e della minoranza consiliare. A questo punto rivolgo un ulteriore appello ai rappresenti locali delle categorie dei commercianti e degli artigiani e soprattutto degli ordini professionali, consulaneti commerciali e dottori commercialisti in primis, affinchè si arrivi ad una soluzione che non penalizzi ancora una volta Nardò, gli altri comuni interessati ed i loro cittadini!".
GIUSEPPE SPENGA
Noi per Nardò


Voglio pertanto ringraziare coloro che fin dall'inizio hanno supportato l'attività posta in essere dall'assessorato all'Ambiente, durante la cosidetta fase 1 dell'Amministrazione Vaglio, per raggiungere il tanto auspicato obiettivo di allargamento dell'Area Marina Protetta, da Raffaele Onorato a tutta Legambiente con in testa Sebastiano Venneri, Gianni Scognamillo, già assessore provinciale all'Ambiente, fino al dottor Stefano Donati, del Ministero dell'Ambiente, che tanto si è speso per consentire a Nardò di raggiungere questo importante traguardo, oltre naturalmente a tutto lo staff dell'AMP, dal presidente Rocco Durante al direttore Paolo d'Ambrosio.
Mino Natalizio – Noi per Nardò




Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
All’Assessore alle Attività Produttive
COMUNE DI NARDO’
OGGETTO: INTERROGAZIONE URGENTE
Il sottoscritto Consigliere Comunale GIUSEPPE SPENGA,
appresa la notizia che per iniziativa della Direzione Provinciale INPS nei prossimi giorni lo sportello Commercianti ed Artigiani presso gli Uffici INPS di Nardò potrebbe essere trasferito a Lecce;
considerato l’enorme disagio anche economico che questo trasferimento comporterebbe per tutti quegli operatori (commercianti, artigiani, consulenti e dottori commercialisti) che all’improvviso si ritroverebbero privati di un servizio e di uno sportello che di fatto serve un enorme bacino di utenza, rappresentato dai comuni di Copertino, Galatone, Leverano, Nardò, Porto Cesareo e Seclì;
chiede
quali provvedimenti le Autorità in indirizzo abbiano adottato e quali iniziative intendano intraprendere per scongiurare quello che, dopo il trasferimento degli uffici Equitalia a Gallipoli e in seguito alla continua emorragia di uffici pubblici a servizio del cittadino e delle imprese da Nardò negli ultimi anni, appare l’ennesimo “scippo” di un diritto ormai acquisito ed un duro colpo inferto alla nostra economia e perpetrato ai danni della categoria dei commercianti e artigiani, oltre che alle decine di professionisti e operatori che quotidianamente operano con gli uffici Inps della nostra città.
